{"id":220,"date":"2010-12-22T02:12:17","date_gmt":"2010-12-22T01:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/no194.org\/?p=220"},"modified":"2014-05-01T10:16:25","modified_gmt":"2014-05-01T08:16:25","slug":"nuovo-referendum-abrogativo-della-l-194-aborto-e-questione-demografica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.no194.it\/wordpress\/archives\/220","title":{"rendered":"NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 : ABORTO E QUESTIONE DEMOGRAFICA"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro paese si colloca al 219\u00b0 posto su 221 al mondo come tasso di natalit\u00e0 , in base ai dati pi\u00f9 recenti , aggiornati al 1 gennaio 2009 e relativi all\u2019anno 2008 \u00a0.<\/p>\n<p>Un tasso , in particolare , pari a 8,18 nati ogni mille abitanti .<\/p>\n<p>L\u2019Italia si colloca all\u2019ultimo posto a livello europeo ( nel 2009 la fecondit\u00e0 nazionale \u00e8 stata di 1,41 figli per donna , molto al di sotto della soglia di 2,1 che permette la costanza della popolazione ) , di poco preceduta dalla Germania .<\/p>\n<p>Al primo posto della classifica continentale per tasso di natalit\u00e0 troviamo l\u2019Irlanda .<\/p>\n<p>Il paese delle Americhe meno prolifico \u00e8 il Canada ( 191\u00b0 posto ) .<\/p>\n<p>La nazione pi\u00f9 feconda ( 53sima ) tra quelle Sudamericane \u00e8 il Paraguay .<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare , la diverse tendenze non dipendono da fattori latitudinari .<\/p>\n<p>Si potrebbe teorizzare la decisiva incidenza di fattori economici .<\/p>\n<p>La tesi , ovviamente , non \u00e8 del tutto infondata , se \u00e8 vero che agli ultimi due posti troviamo Giappone e Hong Kong e che la classifica \u00e8 dominata dai paesi africani , con l\u2019inserimento al quarto posto dell\u2019Afghanistan .<\/p>\n<p>Il fattore economico , peraltro , produce effetti anche di segno opposto , legati al fenomeno dell\u2019immigrazione e non solo .<\/p>\n<p>Non si spiegherebbe altrimenti il boom demografico italiano ( strettamente autoctono ) degli anni sessanta , contestuale al boom economico .<\/p>\n<p>In buona sostanza , la tendenza alla proliferazione non appare decisivamente condizionata dalle condizioni economiche di un paese , in quanto essa pu\u00f2 essere non solo inversamente , ma anche direttamente proporzionale alla prosperit\u00e0 dello stesso .<\/p>\n<p>Esclusa la rilevanza decisiva di fattori latitudinari ed economici , credo si possa sostenere l\u2019importanza del ruolo assunto dalle ragioni culturali , religiose e legislative .<\/p>\n<p>La mentalit\u00e0 di un popolo , condizionata pure da convinzioni religiose , si esprime anche sotto il profilo demografico .<\/p>\n<p>Sul piano legislativo , le politiche sociali adottate dai singoli governi producono sicuramente degli effetti sulla natalit\u00e0 .<\/p>\n<p>Un esempio virtuoso \u00e8 rappresentato dalla Francia , secondo paese dell\u2019UE nella graduatoria in oggetto , non solo a seguito dell\u2019alto tasso di immigrazione che la riguarda , ma anche per la sensibilit\u00e0 dei governi locali sul tema , essendo pacifico che i sussidi statali rappresentano un incentivo alla procreazione .<\/p>\n<p>Ma l\u2019incidenza legislativa demograficamente rilevante non si limita alle politiche sociali , interessando anche il fenomeno dell\u2019aborto .<\/p>\n<p>Taluni , peraltro solo su determinate problematiche , tra cui quella dell\u2019interruzione volontaria di gravidanza , teorizzano una concezione dello Stato riduttiva , asseritamente moderna , secondo la quale esso dovrebbe solo prendere atto delle tendenze anche di comodo presenti nella societ\u00e0 , senza affermare principi che potrebbero essere percepiti come invasivi , se non oppressivi .<\/p>\n<p>Lo Stato come un notaio dovrebbe limitarsi a registrare le volont\u00e0 dei presenti , mediando le singole istanze con la diligenza ed il buon senso del padre di famiglia .<\/p>\n<p>In caso contrario , esso si configurerebbe come un despota , autoritario ed etico .<\/p>\n<p>Non solo , ma come ricordato , la terza carica del nostro Stato , Presidente di uno dei due rami del Parlamento , illuminato dal pi\u00f9 vivido laicismo , ha cercato pi\u00f9 volte di farci comprendere come le leggi non debbano recepire princ\u00ecpi o precetti religiosi ( cfr per tutti il discorso pronunciato a Monopoli 13-5-2009 ) .<\/p>\n<p>Il che significa che un parlamentare cattolico dovrebbe spogliarsi delle proprie convinzioni religiose nell\u2019atto di legiferare , al fine di svolgere rettamente il suo dovere di fronte al proprio paese .<\/p>\n<p>Ora , tale concezione \u00e8 , anzitutto , contraddittoria , tanto da essere , per l\u2019appunto , affermata solo con riferimento ad alcune tematiche , come quella abortiva .<\/p>\n<p>Non si spiegherebbero altrimenti ( se non con tale contraddittoriet\u00e0 ) le copiose prescrizioni normative che vengono emesse nei campi pi\u00f9 disparati , quali espressioni ( pi\u00f9 che legittime ) dell\u2019autorit\u00e0 statuale .\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Le imposizioni fiscali non sono frutto di una trattativa svoltasi in concreto tra Stato e cittadino , in quanto il contribuente \u00e8 destinatario di unilaterali disposizioni provenienti dall\u2019autorit\u00e0 .<\/p>\n<p>In secondo luogo , in taluni casi la concertazione \u00e8 addirittura impossibile in astratto .<\/p>\n<p>E\u2019 proprio il caso della legislazione abortista , risultante di un dibattito svoltosi in assenza della parte vittima dell\u2019interruzione volontaria di gravidanza .<\/p>\n<p>E , tra l\u2019altro , chi nel nostro paese , confutando e denunciando tale normativa , invoca il rispetto di elementari principi di civilt\u00e0 se non direttamente religiosi , tende ad essere considerato un ottuso seguace di regole parasuperstiziose che ha delegato la propria funzione intellettiva al Vaticano .<\/p>\n<p>In realt\u00e0 , lo Stato , nel momento stesso in cui emana un precetto normativo , svolge implicitamente una funzione educativa e pedagogica , preclusa solo in una comunit\u00e0 anarchica .<\/p>\n<p>Lo Stato indica al cittadino ci\u00f2 che pu\u00f2 e non pu\u00f2 fare , ci\u00f2 che deve e non deve fare , esattamente come una confessione religiosa , anche se la portata delle sue disposizioni opera in un amb\u00ecto parzialmente differente .<\/p>\n<p>Parzialmente , perch\u00e9 , per ricorrere ad un esempio banale , l\u2019art. 624 c.c. , con il quale si persegue il reato di furto , coincide addirittura con un comandamento .\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>E a considerazioni non del tutto differenti ( per usare una formula il pi\u00f9 possibile ecumenica ) porta la disciplina abortista , che peraltro attiene alla vita umana e non alla mera tutela del patrimonio .<\/p>\n<p>Ecco che le scelte politico-legislative incidono anche sulle caratteristiche demografiche di un paese e ci\u00f2 non solo mediante interventi di carattere assistenziale , ma pure con disposizioni attinenti alla condizione dei concepiti .<\/p>\n<p>Disposizioni con le quali ( come avviene di regola ) lo Stato , almeno implicitamente , afferma principi ai quali i cittadini debbono attenersi .<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo un caso che Irlanda e Paraguay , in base alla statistica sopra evocata al vertice nei rispettivi continenti come tasso di natalit\u00e0 , hanno adottato una legislazione particolarmente restrittiva in materia abortista , tanto da essere collocabili nella seconda fascia ( su otto ) secondo la classificazione effettuata nel pezzo pubblicato nel numero del 31-1-2010 , in quanto l\u2019interruzione volontaria di gravidanza viene considerata legale in quegli ordinamenti giuridici solo in caso di pericolo di vita della madre .<\/p>\n<p>La nostra legislazione , all\u2019opposto , come noto prevede :<\/p>\n<p>a ) che la gravidanza possa essere legalmente interrotta nei primi 90 giorni anche per mere ragioni economiche , morali e sociali ( art. 4 L. 194\/78 ) ;<\/p>\n<p>b ) che la decisione possa essere assunta dalla donna unilateralmente , anche all\u2019insaputa del potenziale padre , persino se coniugato con essa ( art. 5 della legge medesima ) .<\/p>\n<p>Una disciplina resa possibile dalla mancata previsione da parte dei costituenti e dei legislatori successivi :<\/p>\n<p>a ) di un diritto alla nascita , che avrebbe dovuto essere inserito tra quelli inviolabili di cui all\u2019art. 2 della Carta e che avrebbe legittimato e legittimerebbe un intervento della Corte Costituzionale avverso la 194 e leggi analoghe ;<\/p>\n<p>b ) di un diritto di veto ( vincolante e ripetibile , a differenza della facolt\u00e0 generale riconosciuta dall\u2019art. 74 Cost. ) da parte del Presidente della Repubblica nei confronti di leggi contrarie ai diritti dei non elettori , soggetti dal cui consenso i Parlamentari non dipendono , ed ispirate agli interessi di comodo degli elettori .<\/p>\n<p>Ed una disciplina da travolgere necessariamente per via referendaria , stante l\u2019inerzia del nostro Parlamento , che ha implicitamente dimostrato una grossa sensibilit\u00e0 verso gli interessi di comodo degli elettori e nessuna considerazione nei riguardi degli interessi vitali dei concepiti , che elettori non sono .<\/p>\n<p>Via referendaria che si \u00e8 invocata dopo un trentennio con quell\u2019articolo apparso il 18-7-2009 su <a href=\"http:\/\/www.ladestrabergamo.it\/\">www.ladestrabergamo.it<\/a> , che ci ha gentilmente ospitato , a cui \u00e8 seguita il 28-9-2009 la costituzione del sito <a href=\"http:\/\/www.no194.org\/\">www.no194.org<\/a> , il primo sorto in Italia con quello scopo dopo il primo referendum del lontano 1981 .<\/p>\n<p>Tale invocazione \u00e8 frutto non solo della consapevolezza dell\u2019esclusivit\u00e0 formale dello strumento referendario in ottica abrogativa , ma anche delle differenti e pi\u00f9 favorevoli condizioni rispetto ad un trentennio fa , gi\u00e0 per la progressiva emancipazione del cittadino dalle rigide direttive di partito e per il mutato quadro politico .<\/p>\n<p>Non a caso , in base ad un sondaggio Eurispes del 2006 :<\/p>\n<p>-il 73,7% degli italiani si \u00e8 dichiarato contrario alla legalizzazione dell\u2019aborto nei primi 90 giorni di gravidanza per mere ragioni economiche , morali e sociali ( in contrasto con il citato art. 4 della L. 194 ) ;<\/p>\n<p>-il 78% dei nostri connazionali ha espresso il proprio dissenso circa l\u2019esclusivit\u00e0 della decisione abortiva riconosciuta in capo alla donna dalla disposizione successiva ( art. 5 ) .<\/p>\n<p>Ecco che l\u2019iniziativa da noi intrapresa \u00e8 senz\u2019altro , in primo luogo , finalizzata ad affermare il diritto di nascere , offrendo tutela agli ultimi .<\/p>\n<p>Non solo , ma attraverso di essa si vuol preventivamente far sorgere un effettivo dibattito attorno al tema dell\u2019aborto , sul quale \u00e8 calata una cappa di silenzio da un trentennio , sporadicamente interrotta da sterili dibattiti tra chi difende il presunto sacro ed inviolabile diritto di scelta della donna di interrompere la gravidanza e chi denuncia l\u2019aborto ma ritiene altrettanto sacra la legge che sancisce tale diritto , opponendosi a qualsiasi tentativo di effettiva abrogazione o di semplice revisione . \u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ma , infine , considerato il numero di aborti legalmente effettuati in Italia dall\u2019entrata in vigore della 194 ( ufficialmente quasi 5 milioni e mezzo , secondo i dati del Ministero della Salute ) , atteso l\u2019insufficiente tasso nazionale di natalit\u00e0 , dimostrata la peraltro evidente incidenza della normativa in oggetto sullo sviluppo demografico di uno Stato ,\u00a0 l\u2019azione referendaria ( una volta esperita in concreto ) oggettivamente si muoverebbe pure nella direzione di dare un futuro al nostro paese .<\/p>\n<p>Futuro al quale non dimostra di attribuire rilevanza uno Stato che non tutela la vita dei propri figli .<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Avv. Pietro Guerini<\/p>\n<p align=\"center\">(articolo apparso su www.riscossacristiana.it il 30 Novembre 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro paese si colloca al 219\u00b0 posto su 221 al mondo come tasso di natalit\u00e0 , in base ai dati pi\u00f9 recenti , aggiornati al 1 gennaio 2009 e relativi all\u2019anno 2008 \u00a0. Un tasso , in particolare , pari a 8,18 nati ogni mille abitanti . 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