Conferenza: “UN’ITALIA SENZA ABORTO” Università Cattolica , Largo Gemelli 1 , Milano Aula G125bis

Locandina Conferenza 30.6.2014

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LA SECCA BOCCIATURA DI “ UNO DI NOI “ : QUANDO ESSERE STATI FACILI PROFETI NON SUSCITA ALCUN ENTUSIASMO

La parte più arretrata e disinformata del mondo cattolico e pro life vive dopo decenni ancora nel mito di una storica ( e in origine sicuramente valida ) organizzazione di area come il Movimento per la Vita .

Ciò si traduce nel ritenere che ogni iniziativa debba avere il placet del Mpv , dei suoi vertici se non addirittura della totalità dei suoi aderenti .

A nulla vale ricordare a costoro che esso :

-da oltre trent’anni non è più abrogazionista ;

-ha un numero di iscritti nettamente inferiore al nostro ( oltre 20 000 , riuniti nella condivisione di un manifesto estremamente particolareggiato e concreto , che vincola tutti a partire dal sottoscritto , il che preclude correnti e contrasti , quanto meno tra persone costruttive e in grado di leggere un manifesto , quindi di leggere ) ;

-ha dimostrato in buona parte dei suoi vertici un atteggiamento antagonista se non aggressivo nei nostri confronti .

I più sprovveduti a livello di conoscenze logico-matematiche non comprendono , in ogni caso , che , essendo gli iscritti alle organizzazioni pro life nazionali non più di 25 000 e i partecipanti alle manifestazioni di area ( anche accettando le quantificazioni propagandistiche degli organizzatori e dei loro corifei ) non iscritti non più numerosi , i pro life italiani in senso latissimo sono 1/1000 dei votanti in un referendum ( il 40% almeno dei quali nostri aderenti ) .

Va , pertanto , ben tenuta presente la marginalità di questo settore di opinione pubblica , tanto più perché è quello che meglio ci conosce e che ha quasi nella sua totalità fatto una sua scelta a favore ( e tra di essi parecchi sono interni al Mpv ) o contro la nostra iniziativa referendaria , scelta fondata sulla condivisione o meno dell’abrogazionismo , il che assorbe e supera qualsiasi senso di appartenenza .

Chi è abrogazionista non può non aderire per eventuali contrasti tra il nostro comitato e la forza non abrogazionista alla quale aderisce , evidentemente non a caso , perché la condivisione di un ideale precede e giustifica l’adesione ad un movimento .

Ciò premesso , ricordo che nei giorni scorsi la Commissione europea ha bocciato l’iniziativa “ Uno di noi “ , lanciata dal Mpv e altri suoi alleati ultramoderati italiani ed europei nel maggio 2012 per porre fine alle attività ( quali ricerca , aiuto allo sviluppo e sanità pubblica ) che presuppongono la distruzione di embrioni umani , azione ufficiosamente e surrettiziamente presentata come diretta ad escludere il diritto di aborto al più alto livello continentale .

Nelle sua motivazioni la Commissione ha precisato che non presenterà una proposta legislativa basata sul contenuto di “ Uno di noi “ poiché le politiche adottate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo sarebbero appropriate .

Una decisione del tutto scontata .

Scrivevo sul nostro sito www.no194.org già nel gennaio 2012 ( si veda il nostro archivio ) : “La rassegnazione si traduce anche nella diversificazione del proprio impegno in battaglie simboliche e purtroppo del tutto inutili , come quella generica per i diritti del concepito , totalmente ininfluente sul contrario diritto di interrompere volontariamente la gravidanza , per giunta combattuta in un ambito ultralaicizzato come quello europeo , “ ad abundantiam “ presso organismi giuridicamente incompetenti a decidere sulla legalizzazione dell’aborto”.

Precisavo ulteriormente nell’aprile 2012 : “Essa è totalmente ininfluente sul contrario diritto di interrompere volontariamente la gravidanza , se è vero che l’art. 462 c.c. , entrato in vigore nel 1942 , riconosce già la capacità di succedere al concepito che nasca nei 300 giorni successivi al decesso del marito della madre, ma ciò non ha impedito l’entrata in vigore 36 anni dopo della 194. Non solo , ma tale battaglia viene combattuta in un ambito ultralaicizzato come quello europeo , il che rende patetiche certe lezioncine vagamente sociologiche su come la società italiana sarebbe inadeguata a recepire un’iniziativa come la nostra , quando il nostro paese rimane uno dei 4-5 più cattolici ( quelli presso cui , di regola , sono in vigore le discipline più restrittive del fenomeno abortivo ) del continente .Da cui lo scontato rigetto dell’istanza da parte della Commissione europea , epilogo naturale delle petizioni , effimere e strumentali per definizione , a differenza del referendum abrogativo , mezzo attraverso il quale il popolo esercita in modo dirompente , efficace ed autosufficiente il proprio potere di democrazia diretta .Infine , sul piano tecnico , come ribadito anche di recente dalla Corte di Giustizia , gli unici organismi giuridicamente competenti a decidere sulla legalizzazione dell’aborto sono riconducibili agli stati nazionali e non risiedono presso le istituzioni comunitarie” .

Qualcuno mi ricordò come ai vertici del Mpv ci fossero 4 giuristi su 5 membri , l’intelligentone di turno scrisse che la battaglia pro life non doveva considerarsi una gara a chi fosse più bravo .

Per carità , nessuna competizione , ci mancherebbe , e , soprattutto , nessuna soddisfazione , i nostri avversari sono gli abortisti duri e puri , non quelli più sofisticati , soprattutto se hanno avuto il merito per primi di aver organizzato un referendum abrogativo della 194 .

Ma forse qualche mito sarebbe opportuno che venisse superato e che si escludesse la necessità che l’iniziativa referendaria , una volta intrapresa dal nostro comitato , debba ricevere il preventivo nulla-osta di altre organizzazioni che dimostrano una avvedutezza non certo eccezionale .

Un conto è perdere dopo aver combattuto , un conto è perdere in partenza .

Proporre “ Uno di noi “ in quella sede , in linea con quanto avevo anticipato , è equivalso a tentare di vendere un chilo di carne di maiale ad un vegano totalmente sdentato .

Ed aver appoggiato quella campagna non significa dover rinunciare a combattere e sostenere altre battaglie a difesa della vita nascente .

Attendo la Vostra adesione sul nostro sito www.no194.org .

Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194  e omonima associazione

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DALLE ELEZIONI EUROPEE 2014 L’ENNESIMA CONFERMA : SOLO CON UN REFERENDUM SI PUO’ ABROGARE LA LEGGE 194

Lo scorso anno a Roma un tipo piccoletto e simpatico , editorialista di un sito di area , strettamente legato ad una piccola organizzazione ritenuta cattolico-tradizionalista , mi spiegò i motivi per i quali la sua testata ci censurava sistematicamente , se non per dare spazio ad articoli critici nei confronti di NO194 : “ E’ una linea editoriale ben precisa , anche noi siamo per l’abrogazione della 194 , ma pensiamo che essa si possa ottenere non tramite referendum , ma per effetto di un’azione parlamentare conseguente alla pressione esercitata sulle camere dalle marce “ .

Obiettai che in oltre un trentennio dopo il referendum del 1981 non fosse stato depositato un solo disegno di legge a riforma di quel testo , ma la risposta fu espressa in termini ottimistici per il futuro .

Le recenti elezioni europee non sembrano avallare questo ottimismo .

Al primo posto con il 41% dei voti abbiamo un partito discendente dal vecchio Pci che ha sistematicamente votato nel parlamento europeo nella legislatura precedente contro la famiglia e la vita , secondo le generiche definizioni fornite dagli osservatori cattolico-moderati .

A seguire , con il 21% dei consensi , si è piazzata una formazione politica fondata da un estremista di sinistra ( che negli ultimi giorni di campagna elettorale ha espressamente e platealmente inneggiato a Marx , Stalin e Berlinguer ed ha definito il comunismo come una valida ideologia applicata male ) ed i cui parlamentari nazionali hanno sostenuto posizioni ultralaiciste in quest’anno di legislatura , condite da plateali effusioni in aula tra persone dello stesso sesso .

La soglia di sbarramento del 4% è stata anche superata da un cartello , che ha sostenuto il greco Tsipras , composto da Rifondazione comunista , Comunisti italiani e altre forze analoghe .

Nel complesso i 2/3 dei voti sono stati conseguiti da formazioni di ideologica e robusta matrice laicista ( ricordo che il primo paese a legalizzare l’aborto nel mondo è stata significativamente l’Urss nel 1921 e che la 194 è stata ed è un dogma culturale di quell’area politica ) .

Ma se guardiamo lo scenario rimanente , la situazione non è certo entusiasmante .

La metà dei consensi residui , infatti , è stata conseguita da una forza politica che ha impostato la propria campagna elettorale su un mito del neocomunismo , il fanatismo animalista, che , inserito in quell’ambito culturale , rivendica il diritto di vivisezionare un essere umano ( il cuore di un concepito batte già il diciottesimo giorno di gravidanza ) e sostiene la sacralità del cane , che dovrebbe dominare condomìni , locali pubblici e ospedali a scapito della tranquillità di anziani ed ammalati e di ogni norma più elementare di igiene .

Un nuovo ordine di valori fondato sulla più classica delle bestemmie e che nulla ha a che vedere con un lodevole e sano amore per gli animali .

Un partito che ha anche candidato nelle proprie fila il campione televisivo dell’ateismo radicale e dell’anticlericalismo , Alessandro Cecchi Paone ( si veda per tutti il seguente dibattito : http://www.youtube.com/watch?v=jNgmMyUBwtE ) .

Come possa un potere legislativo con tali connotazioni lasciarsi condizionare dalla marce ed abrogare la 194 è un vero mistero .

Il nostro popolo è ben migliore del sistema parlamentare nazionale , che lo rappresenta secondo meccanismi che risentono anche delle divisioni , delle invidie e delle demenze eretiche figlie di confusione mentale o quanto meno di un patetico intento di essere accreditati presso la cultura ufficiale che affliggono il mondo cattolico a livello politico , associazionistico e non solo .

Questo tramite ( il parlamento ) frapposto al consenso popolare è il meno affidabile in assoluto , in quanto luogo del conservatorismo laicista , sempre più allineato sotto tale profilo agli altri consessi analoghi europei e allo stesso parlamento continentale .

Analoghe considerazioni valgono per petizioni e sciocchezze varie , come le leggi di iniziativa popolare , che i parlamentari , ben gelosi dei proprio poteri , cestinano regolarmente , tanto più se non hanno un aggancio politico in aula .

Che i collaborazionisti dei laicisti ci censurino pure , quella referendaria è l’unica battaglia possibile in chiave abrogazionista , una battaglia durissima , ma la sola che può essere affrontata con quel fine .

Aiutateci a combatterla e aderite al nostro comitato attraverso il sito www.no194.org .

Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194  e omonima associazione

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COMUNICATO STAMPA FACENTE SEGUITO ALLE DICHIARAZIONI RILASCIATE IL 12-5-14 DA MONS. GALANTINO

Ieri mons. Nunzio Galantino , segretario generale della CEI , ha dichiarato : ” Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il Rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione di gravidanza, ma con quei giovani che sono contrari a questa pratica e lottano per la qualità delle persone, per il loro diritto alla salute, al lavoro” (http://www.repubblica.it/esteri/2014/05/12/news/papa_francesco_sacramenti_non_vanno_negati_nemmeno_ai_marziani-85907707/ ). Tale dichiarazione chiama direttamente in causa il nostro comitato ( che conta oltre 20 000 iscritti ) che organizza dal novembre del 2012 una 9 ore di preghiera , dalle 9 alle 18, il primo sabato dei mesi dispari all’esterno di 20 ospedali dove si praticano aborti, uno in ogni regione , riportati nel nostro sito www.no194.org , attraverso il quale ci si può anche iscrivere alla nostra iniziativa , finalizzata ad un nuovo referendum abrogativo della l. 194 , che ha legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro paese .

Mi permetto di osservare a mons. Galantino che le sue affermazioni sono in contrasto con l’enciclica ” Evangelium Vitae ” del Santo Giovanni Paolo II , che ha sottolineato la centralità e non la marginalità nella dottrina cattolica della sacralità della Vita sin dal concepimento , invitando i cattolici a contrastare le leggi che violino questo principio . La preghiera , poi , pratica strettamente e ritualmente religiosa , in questo caso , è diretta ad affermare tali fondamentali prìncipi , il che rende davvero singolare la critica al suo utilizzo da parte dei credenti proveniente da un esponente della Chiesa. Quanto all’asserita inespressività dei volti , considerazione sarcastica se non sprezzante assai poco conforme alla carica che mons. Galantino occupa , tanto più perché rivolta contro fedeli intenti in una pratica religiosa , mi limito a sottolineare come durante la preghiera assumano un carattere centrale le parole della stessa e non la capacità recitativa dei fedeli, che deve ritenersi del tutto fuori luogo. Concludo senza polemiche , invitando umilmente i miei iscritti e , da cattolico , i fedeli che condividano le nostre posizioni e le considerazioni sopra esposte a pregare per mons. Galantino e per la Chiesa Cattolica , in quanto , a mio parere , anche loro , come noi tutti , ne hanno molto bisogno .

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194  e omonima associazione

 

PS Il retroesteso comunicato è stato immediatamente rilanciato , tra i tanti , dall’attuale miglior sito di area cattolica (http://radiospada.org/2014/05/il-comitato-no194-replica-al-tiepido-nunzio-galantino/ ) , registrando una solidarietà quasi unanime da parte di una moltitudine di utenti , ed ha ricevuto il consenso , oltreché di molti cittadini , fedeli e non , e di diversi appartenenti al clero , di uno dei più celebri vaticanisti del nostro paese , che si è esposto pubblicamente con il pezzo che potete leggere cliccando su http://www.lastampa.it/2014/05/14/blogs/san-pietro-e-dintorni/vescovi-le-avremo-viste-tutte-B8f73TNdSuknAxi68FAVUI/pagina.html .

E’ stato un comunicato forse sofferto ma doveroso , perché il diritto di replica deve essere esercitato verso chiunque , tanto più in presenza di ragioni sacrosante come in questo caso .

Altri siti di area , i soliti , in perfetto stile bolscevico, hanno riportato la notizia censurando il nome del nostro comitato , come a loro ben noto destinatario di quelle dichiarazioni , per poi in alcuni casi pubblicare a corredo e senza autorizzazione le foto dei nostri iscritti impegnati nelle 9 ore di preghiera ( che hanno reso quella pratica sistematica con cadenza bimestrale e diffusa in tutto il territorio nazionale su base regionale , aprendo un dibattito e contestazioni al riguardo ) oggetto di quell’intervento .

E proprio poiché l’attacco di mons. Galantino non è rivolto ai pro life , ma solo a coloro che tra di essi pregano all’esterno degli ospedali , quindi riguarda noi e pochissimi altri , e in quanto indirizzato a noi si riferisce ad un antiabortismo ben diverso da quello soft , formale , gattopardesco e di facciata che tanto piace al mondo politico ed a certi ambienti moderati del mondo ecclesiastico , che altri non debbono sentirsi coinvolti direttamente , ma al limite solidarizzare con noi , anche in contrasto con la loro linea usuale .

Naturalmente , proseguiamo nella nostra battaglia con costante se non maggiore entusiasmo , a scapito di critici e censori .

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PERCHE’ UNA KERMESSE PRO LIFE VIENE IGNORATA DAI MEDIA A PRESCINDERE DAL NUMERO DI PARTECIPANTI

Domenica sera , non avendo partecipato alla Marcia per la Vita , ho ascoltato i 7 tg nazionali per avere informazioni sull’evento , ma invano .

Non un solo secondo dedicato alla manifestazione .

In compenso abbiamo appreso che le gondole a Venezia da quel giorno non percorrono più il versante sinistro del canale ma quello destro .

E dire che i siti vicini all’organizzazione parlano di centinaia di migliaia di partecipanti e che persino il Pontefice ha interceduto per non far passare inosservata la kermesse , menzionandola durante l’Angelus .

Qualche affezionato al linguaggio degli anni della guerra fredda ha parlato di media di regime .

Certo , il pro life può non essere politicamente corretto , ma il nostro corteo del 12-4 (che replicherà sempre a Milano il 11-10-14 , con un’aggiuntiva versione casertana) , giornalisticamente considerato ben più radicale e con poche centinaia di partecipanti (i medesimi numeri raggiunti dalla prima edizione della Marcia) , ha ricevuto uno spazio maggiore , con diversi servizi (tra cui uno di oltre tre minuti sul Tg3 nazionale) , ancorché con un taglio assolutamente critico , come ovvio .

Per dare una risposta al quesito riportato nel titolo occorre avere contezza dell’alto grado di divisione del pro life ( se con questo termine molto ampio si considera quella realtà che condanna fermamente il fenomeno abortivo ) nazionale , da cui consegue l’inevitabile assenza di un qualsiasi messaggio discendente da una kermesse che lo riguardi , in quanto tale , per intero .

Una divisione fondata sulle idee , quindi che ha una sua nobiltà di fondo e anche una minima difficoltà di comprensione .

Per  fare una rapida carrellata , possiamo distinguere , sul terreno legislativo , le seguenti posizioni , secondo le quali la 194 :

a ) andrebbe difesa ( es. Giuliano Ferrara ) , in quanto ritenuta necessaria per sconfiggere la piaga dell’aborto clandestino ;

b ) sarebbe irrilevante , poiché in materia assumerebbe rilievo solo l’atteggiamento culturale di un paese ;

c ) sarebbe criticabile , ma con essa si dovrebbe convivere e dovrebbe essere pienamente applicata , mediante il potenziamento dei consultori familiari ;

d ) sarebbe parzialmente da abrogare , dovendosi distinguere tra aborti ed aborti , alcuni , ad esempio , libertari , altri umanitari ;

e ) andrebbe abrogata , convincendo il parlamento a procedere in tal senso , marcia dopo marcia ;

f ) dovrebbe essere abrogata dal popolo , per via referendaria ( è la nostra posizione , quella del comitato no194 , che ho costituito con quest’unico obiettivo e che raccoglie più di 20 000 aderenti ) ;

g ) potrebbe essere abrogata anche per via referendaria , ma mediante quesiti già dichiarati incostituzionali dalla consulta nel 1981 .

A queste sette categorie occorre aggiungerne altre quattro , anche trasversali , composte da coloro :

h ) che sul tema sono agnostici , non si pongono alcun problema , l’importante è che si parli di Vita ;

i ) che non comprendono le distinzioni di cui sopra , tra cui spiccano sedicenti acculturati , iscritti nell’inesistente albo degli intellettuali , che forse tanto nella loro esistenza hanno letto , ma probabilmente molto meno hanno capito ;

l ) che si comportano come gli struzzi , intuiscono differenti visioni , ma esse andrebbero ipocritamente taciute in nome di un’inesistente unità dei pro life e chi prende atto di tali distinzioni è un attentatore a tale fittizia unità ( se il Movimento per la Vita non è più abrogazionista da 33 anni non è colpa o merito di nessuno esterno a quell’organizzazione ) ;

m ) che queste differenti posizioni  le comprendono benissimo , ma considerano tutti gli interpreti delle stesse idioti, rispetto alle proprie straordinarie capacità intellettive .

In questo quadro , nessuna kermesse ( per quanto ben organizzata come la Marcia , che si svolge in un fantastico scenario ) può fare notizia , in quanto inevitabilmente insignificante , al di là della comprensibile e positiva condivisione di un evento che riunisce i partecipanti .

Qual è la posizione di fondo che si intende proclamare con la manifestazione in oggetto ?

Nessuna , quale conseguenza della pacifica circostanza che gli orientamenti sopra esposti non sono riconducibili ad unità .

A maggior ragione inesistente è l’obiettivo concreto che si vuole conseguire .

Una maggiore omogeneità , visti i relatori , si è plausibilmente raggiunta nel dibattito ufficiale a margine della Marcia .

Del resto e senza alcun riferimento personale , sarà un caso ma quando occorre organizzare e fare coreografia i più radicali ( o meno moderati ) sono ben presenti , quando si tratta di parlare no .

In realtà , nel nostro paese chi vuole agire concretamente contro l’aborto ha due vie , alternative o congiunte :

A ) svolgere attività di volontariato ;

B ) aderire ad un’iniziativa concreta ( tramite il sito www.no194.org ) come la nostra, per abrogare per via referendaria la legge 194 , che ha legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia .

Un’iniziativa con una potenziale , oggettiva efficacia sul piano normativo e , ancor prima , con una forte portata culturale , conseguente all’inevitabile dibattito nel paese legato alla consultazione .

Noi un obiettivo concreto almeno ad una parte di quel popolo lo diamo e lo possiamo dare .

Pietro Guerini–Presidente nazionale comitato NO194 e associazione NO194

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